Rentri, ecco come richiedere la cancellazione

di

Redazione Ricicla.tv
30/01/2026

Il Ministero dell’Ambiente chiarisce le procedure di cancellazione dal Rentri per la platea di soggetti interessati dalle modifiche introdotte con la legge di bilancio 2026. Le domande devono essere presentate entro il primo trimestre 2026 tramite il portale, pena la permanenza come iscritto volontario.
La cancellazione avrà effetto immediato ma non darà diritto al rimborso dei contributi versati


Gli operatori che risultano già iscritti al registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti Rentri ma che, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2026, rientrano ora tra i soggetti esclusi dall’obbligo, devono presentare una richiesta di cancellazione tramite l’area operatori del portale. La procedura va effettuata entro il primo trimestre del 2026 e produce effetti immediati, trattandosi dell’applicazione diretta di una norma primaria. In assenza della richiesta di cancellazione, l’iscrizione resterà valida come adesione volontaria al sistema. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha chiarito inoltre che la cancellazione non comporta il rimborso dei contributi o dei diritti di segreteria già versati.

Le indicazioni operative sono state pubblicate sul portale ufficiale del Rentri a seguito delle modifiche introdotte dalla manovra di bilancio, che ha ridefinito il perimetro di applicazione del sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti, restringendo la platea dei soggetti obbligati all’iscrizione e introducendo nuove esclusioni basate sulla dimensione dell’impresa, sulla tipologia di rifiuti prodotti e sulla forma organizzativa.

In particolare, la riforma ha escluso dall’obbligo di iscrizione alcune categorie di operatori che in precedenza rientravano nel perimetro del Rentri, tra cui imprenditori agricoli, i soggetti che producono rifiuti pericolosi ma non sono organizzati in forma di impresa o ente, come i dentisti, gli estetisti e i tatuatori. La norma interviene inoltre sui consorzi e sui sistemi collettivi di gestione disciplinati dal Testo unico ambientale, chiarendo che anche questi non rientrano tra i soggetti obbligati all’iscrizione. La conseguenza diretta è che una parte degli operatori già registrati si trova ora in una posizione di iscrizione non più dovuta, che richiede un intervento attivo per essere correttamente allineata al nuovo quadro normativo.

Le comunicazioni del Ministero si collocano in una fase particolarmente delicata del percorso di avvio del nuovo sistema di tracciabilità, segnato dall’entrata in funzione progressiva del Rentri e dall’ormai imminente introduzione del formulario rifiuti digitale, che debutterà dal 13 febbraio prossimo. Le nuove esclusioni alleggeriscono il carico amministrativo per alcune categorie di piccoli operatori, ma rendono allo stesso tempo necessario un attento riesame della propria posizione, per evitare sia iscrizioni superflue sia omissioni che potrebbero tradursi in irregolarità nel prosieguo dell’attuazione del sistema. Nel frattempo, diverse forze politiche stanno spingendo per modificare le tempistiche per l’avvio del formulario digitale con una serie di emendamenti ad hoc al decreto milleproroghe in esame alla Camera.

Leggi anche

Il MASE autorizza il progetto del primo impianto per il recupero di terre rare da magneti permanenti

di

Elvira Iadanza

Ravenna, nasce il Comparto Ambientale: 100 milioni per il nuovo polo dei rifiuti industriali

di

Redazione Ricicla.tv

Riciclo plastica, l’Emilia-Romagna scrive al Ministero: “Intervento urgente o rischio collasso”

di

Redazione Ricicla.tv

Materie prime critiche, entro il 2050 il 50% del fabbisogno Ue potrebbe provenire dal riciclo

di

Elvira Iadanza