L’intervista di Ricicla.tv a Giuseppina Carnimeo, direttore generale di Ecopneus, sulle modifiche al regolamento sulla raccolta proposte dal Ministero dell’Ambiente
“Ecopneus valuta questa revisione in maniera positiva, era da tempo che gli attori del sistema la attendevano perchè va proprio nella direzione di rafforzare l’efficienza della rete nazionale di gestione degli pfu”, così Giuseppina Carnimeo, direttore generale di Ecopneus, sulle proposte del Ministero dell’Ambiente per la revisione del regolamento per la raccolta degli pneumatici a fine vita, in consultazione fino al 12 febbraio. “Nel corso degli anni – ha continuato Carnimeo nell’intervista rilasciata a Ricicla.tv – da più parti erano giunte istanze sulla necessità di un intervento poiché erano emerse alcune aree di criticità che non consentivano la piena espressione di un settore che sappiamo essere strategico per l’economia circolare del Paese e per uno sviluppo industriale sostenibile”.
Le modifiche proposte dal Mase al regolamento pfu, il dm 182 del 2019, riguardano soprattutto gli obblighi dei produttori nell’ambito del regime di responsabilità estesa e prevedono, tra le altre cose, di portare la raccolta obbligatoria degli pneumatici fuori uso dal 95 al 100% dell’immesso a consumo, con quote vincolanti per ogni regione e la sospensione delle attività di consorzi e sistemi individuali se queste non verranno raggiunte. Il Ministero, inoltre, propone anche l’introduzione di una soglia minima di 2.000 tonnellate per poter costituire una forma associata o un sistema individuale di gestione. L’obiettivo, si legge nello schema pubblicato dal Mase, è quello di “evitare situazioni di criticità” assicurando che “la forma di gestione possa avere la capacità tecnica ed economica per effettuare la raccolta su tutto il territorio nazionale”.
Un intervento per superare gestioni inefficienti e fenomeni di ‘free riding’, ovvero operatori che dichiarano di assolvere agli obblighi della responsabilità estesa, magari in forma individuale, ma che in realtà non lo fanno. Lasciando a terra gli pneumatici fuori uso che invece avrebbero dovuto raccogliere. “Il Ministero ha voluto allineare il decreto ministeriale a quelli che sono i principi guida e criteri direttivi dei sistemi e degli schemi di epr (responsabilità estesa del produttore, ndr), i principi che riguardano la capillarità e la continuità dei servizi su tutto il territorio nazionale”, spiega Carnimeo, che aggiunge: “Se pensiamo ai target regionali, ci sono interventi che daranno capillarità in tutta Italia, contrastando anche i comportamenti di ‘cherry picking’ che si sono manifestati negli ultimi anni”.
Tra le proposte del Mase anche l’introduzione di un inedito target minimo di riciclo del 45% della raccolta. “Un obiettivo raggiungibile – aggiunge Carnimeo – e in linea con la gerarchia dei rifiuti”, ma avverte: “È un target che dovrà essere sostenuto e accompagnato da politiche di sviluppo e di sostegno al mercato dei materiali riciclati anche con incentivi economici e fiscali”. Supporti tanto più necessari alla luce della recente modifica della normativa europea Reach che prevede lo stop (non prima dell’ottobre del 2031) all’utilizzo del granulo di gomma derivante dal riciclo degli pfu come ‘intaso’ per i campi in erba sintetica, una delle applicazioni più diffuse per le circa 135 mila tonnellate di granuli generati ogni anno dalle imprese italiane del riciclo.


